Clicca Mi piace per avere news, sconti e promozioni 
Vita da 80 e 90

20 COSE CHE FORSE NON SAPEVATE SU RITORNO AL FUTURO

Redazione di RadioSIV
inserita 13 giorni fa
29
0:00
322

20 - Da anni circola su internet una voce secondo cui, prima di tirar dentro Robert Zemeckis, Spielberg e la Universal abbiano offerto la regia del film a Leonard Nimoy; questi, raccontano le leggende, avrebbe declinato perché già alle prese con Star Trek IV/Rotta verso la Terra. Bene, qualche anno fa, rispondendo alle domande degli appassionati sul sito bttf.com, Bob Gale (produttore e sceneggiatore del film) ha bollato tale voce come priva di fondamento.

 

19 - Per buona parte del film, Doc Brown cammina incurvato: non sono gli anni. Per compensare la differenza d'altezza tra lui e Marty (più di venti centimetri), Zemeckis impiegò tutta una serie di rialzi e di altri escamotaggi pernasconi, ma quando Christopher Lloyd e Michael J. Fox dovevano apparire nella stessa inquadratura, il primo era costretto a piegarsi. Subtrivia: Doc non dice mai "Grande Giove!": il suo "Great Scott!" fu tradotto così solo nei due seguiti, mentre nel primo film è diventato "Bontà Divina!".

 

18 - La parte di Marty McFly è stata pensata sin dal primo momento per Michael J. Fox. Come tutti i fan di Ritorno al Futuro sanno, però, la produzione iniziò a girare il film senza di lui, affidando il ruolo a Eric Stoltz. Era successo che Meredith Baxter, collega di Michael J. Fox nel telefilm Casa Keaton, era rimasta incinta: per colmare il vuoto lasciato dalla sua assenza, gli autori del serial avevano affidato molte più scene del solito a Fox, che non poteva quindi lasciare il set. 

Bob Gale e Robert Zemeckis ingaggiarono perciò Stoltz e iniziarono le riprese. Dopo quattro settimane, però, si resero conto che non andava e ricontattarono Fox, che riuscì a portare avanti entrambi gli impegni lavorando come un pazzo: di giorno girava Casa Keaton, la sera dopo le 18 il grosso del film (ora sapete perché ci sono così tante scene in notturna), nel week-end gli esterni di giorno

Universal spese circa 3 milioni di dollari extra per rigirare tutte le scene già realizzate con Stoltz. Fox - che per l'impegno con Casa Keaton non ebbe modo di partecipare in seguito ai tour promozionali del film - dormì in quel periodo solo cinque ore per notte. Beato lui.

 

17 - Anche Christopher Lloyd era stato la prima scelta per Doc Brown (su pressione del produttore Neil Canton, che aveva lavorato con lui ne Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione) ma in un primo momento aveva rifiutato la parte. Fu la moglie a convincerlo. Lea Thompson fu scelta come Lorraine perché aveva recitato già con Eric Stoltz in The Wild Life, e sempre Stoltz fu indirettamente l'artefice del casting di Biff. L'attore scelto inizialmente, J.J. Cohen, venne considerato non abbastanza alto per fare il bullo con Stoltz e perciò è finito a interpretare uno dei membri della gang di Biff. Sempre parlando di casting, pare che tra i sostituti di Fox, prima di arrivare a Stoltz, sia stato preso in considerazione Ralph Macchio. Il ragazzo del karate rifiutò, considerando il film "solo una storia su un ragazzino, un'auto e delle pillole di plutonio". Bella pensata, Daniel-San.

 

16 - Michael J. Fox è nato solo dieci giorni dopo Lea Thompson (nel film, con cinquanta chili di trucco in faccia, sua madre) e tre anni PRIMA di Crispin Glover (nel film, suo padre). Non è finita. Wendie Jo Sperber, che interpreta Linda McFly, la sorella di Marty, passa tre anni alla Thompson e SEI a Glover.

 

15 - All'inizio del film c'è un omaggio a Stanley Kubrick voluto da Spielberg. Presente la scena in cui Marty va a casa di Doc e collega la chitarra al superampli? Quando gira la manopola, si vede un'etichetta fatta col dymo: "CRM 114". È il nome di un accrocchio radio ne Il Dottor Stranamore, sigla poi riutilizzata da Kubrick in altri suoi film (il sedativo durante il trattamento curativo in Arancia Meccanica, un taxi in Eyes Wide Shut). Sempre a proposito di citazioni, il George McFly del 1955 è un patito del telefilm fantascienzo Science Fiction Theatre: in quella serie apparve anche Michael Fox, attore americano classe 1921 per distinguersi dal quale - la Screen Actors Guild non permetteva di registrare due tizi con lo stesso nome - il giovane Michael Fox aveva adottato la J puntata.

 

14 - Nelle innumerevoli versioni dello script (40, si narra) continuamente rigettate dalla produzione, la macchina del tempo ha assunto forme diverse. All'inizio doveva essere un accrocchio laser montato in una stanza apposita, poi un frigorifero finito in un'area di test per ordigni nucleari nel Nevada, e Zemeckis raccontò in seguito che l'idea era stata scartata perché Spielberg aveva paura che i ragazzini finissero per rinchiudersi nel frigo di casa per emulazione. A un certo punto saltò fuori la DeLorean (vedi sotto), ma sempre con un'atomica di mezzo. Finché i produttori non si sono fatti due conti e hanno deciso che quella roba del Nevada era meglio lasciarla perdere. I fulmini. Quelli costava molto meno metterli su. Quanto a Spielberg, 23 anni dopo avrebbe cambiato idea su quella storia dei frigoriferi e delle esplosioni nucleari

 

13 - Quando venne girato il film, non erano in cantiere dei seguiti. Zemeckis spiegò che altrimenti non avrebbe lasciato salire Jennifer sulla DeLorean con Marty e Doc alla fine. Non a caso, all'inizio del secondo film Jennifer - Claudia Wells non era disponibile perché sua madre si era ammalata, ed era stata sostituita da Elizabeth Shue - viene tolta di mezzo con un escamotaggio. La scritta "To Be Continued" che molti ricordano prima dei titoli di coda venne inserita nell'edizione in VHS, uscita quando il seguito era già in lavorazione. Subtrivia: i due sequel non hanno sbancato i botteghini come l'originale. Ritorno al Futuro ha incassato negli USA nel primo anno 197 milioni di dollari, Parte II (costato più del doppio) si è fermato a 118, Parte III a 87. Il quarto film, quello che Cristopher Lloyd sognava venisse ambientato nell'Antica Roma, non si è mai concretizzato.

 

12 - L'idea di un film del genere balenò nella mente di Bob Gale quando si ritrovò tra le mani l'annuario scolastico del padre. Il futuro autore di Batman e Daredevil si ritrovò a fantasticare su come sarebbe stato frequentare il papà quando era un giovincello e magari diventare suo amico.

 

11 - Il cognome di Biff, Tannen, è una presa per il cul… un omaggio di Gale e Zemeckis all'ex boss della Universal Ned Tanen (una N), che aveva apprezzato talmente tanto lo script del loro 1964: allarme a New York arrivano i Beatles da buttarlo via, accusandoli di essere due antisemiti. Con tutto che Gale è ebreo. L'attore che interpreta Biff, Thomas F. Wilson, raccontò di averci quasi rimesso una clavicola nella scena in cui litiga con Marty nel bar. Eric Stoltz lo colpì infatti con troppa foga, in TUTTI i ciak della scena e nonostante Wilson gli avesse raccomandato di andarci piano.

L'attore meditava di vendicarsi nella scena del parcheggio durante il ballo, ma quando si arrivò a girarla Stoltz era stato già mandato a raccogliere asparagi. Quando si dice la sfiga. Last but not Of Us, il cognome della famiglia di Marty era in un primo momento McDermott: solo che aveva troppe sillabe, e così Zemeckis se n'è uscito con McFly. Peccato. "Non ci cascare tutte le volte, McDermott" suonava troppo tanto benissimo.

 

10 - Nella prima versione dello script, la schitarrata di Marty (eseguita con una Gibson ES-335, entrata in commercio solo tre anni dopo, nel '58, e in cui Fox cita, oltre ovviamente a Hendrix, la mimica di Angus Young degli AC/DC, la scalciata alle casse da concerto degli Who e i saltelli su una gamba di Chuck Berry) provocava una rivolta degli studenti, con tanto di ingresso in scena della polizia. Questo, e la scoperta di un "ingrediente segreto" per far funzionare la macchina del tempo, cambiavano il corso della storia, trasformando il presente di Marty, il 1985, in un mondo in cui il rock non era mai stato inventato e tutto era carburato a… Coca Cola. La Coca Cola e la polizia sono poi spariti dalla versione finale della storia, per lasciare posto… alla Pepsi. Tutti quelli che si lamentano del product placement di Ralph Spaccatutto dovrebbero ricordare quanto erano pieni di marchi ANCHE questi film degli anni 80. Pur non arrivando al grande tripudio di loghi del suo primo seguito

il primo Ritorno al Futuro venne imbottito di product placement da un apposito ufficio appena creato dalla Universal. Tra le tante offerte ricevute c'era anche l'interessamento della Coca-Cola e della Shell, ma si preferirono Pepsi e Texaco perché i loro loghi nel 1955 erano molto diversi. In totale, i riferimenti alla Pepsi nel corso del film sono 9: il fatto che Fox fosse allora uno dei testimonial della bibita può aver LEGGERISSIMAMENTE influito.

 

 

 9 - Nel 1955 Marty chiede a un barista una Pepsi Free (versione senza caffeina lanciata nel 1982), quello capisce che vuole da bere gratis e gli risponde che non si fa credito nel suo locale. Nella versione italiana, McFly chiede una "Pepsi Senza", e il barista Lou risponde "…senza che? Se vuoi dire senza pagare hai sbagliato porta". La traduzione è abbastanza fedele, a differenza di un paio di altri scambi di battute resi oggetto di un adattamento piuttosto disinvolto. Sempre nel bar del '55, pochi secondi prima, Marty chiede una Tab (altra bibita senza zucchero, ma della Coca-Cola), il barista capisce che vuole il "conto" e gli chiede di ordinare prima qualcosa; nella versione italiana diventa "Dammi una Fanta" e il barista risponde "Fanta che? Vuoi della fantascienza da bere?".

L'altro famigerato cambio di marca italico riguarda gli slip. Lorraine chiama Marty Calvin Klein, perché legge il logo sulle mutande, ma in Italia Calvin Klein ancora non se lo incoolava nessuno, perciò si optò come noto per un Levi Strauss. Problema: sicuri-sicuri che una ragazza del '55 non conoscesse i Levi's?

Ultima sul product placement, giuri: tra le aziende che avevano cacciato il soldo c'era anche tipo il consorzio delle prugne della California, il California Raisin Board. 50mila cucuzze per promuovere le prugne nel film. Ma l'idea di piazzare da qualche parte durante il ballo Incanto sotto il mare una tazza piena di prugne faceva lo stesso effetto delle prugne, perciò la produzione non trovò di meglio che piazzare il logo della California Raisin Board su una panchina. La panchina su cui dorme Red il barbone quando Marty torna dal 1955. Quelli delle prugne si sono incazzati come iene e hanno voluto indietro i soldi. I permalosoni.

 

8 - Quando Doc spedisce Einstein per un minuto nel futuro, il cane e la DeLorean tornano indietro dopo un minuto e 21 secondi. Il numero 121 doveva piacere a qualcuno, perché i due riappaiono all'1,21 di notte e il flusso canalizzatore richiedeva come noto 1.21 gigowatt di elettricità per funzionare.

 

7 - Lo scambio di battute tra Marty e Doc su Reagan ("Ronald Reagan! L'attore! Eh. E il vice-presidente chi è? Jerry Lewis?") doveva essere approvato dalla Casa Bianca, pare. Pare che i produttori, per questa cosa, se la facessero un attimo sotto. Pare anche che al presidente la battuta e il film siano piaciuti un frappo, tanto che nel suo discorso annuale al congresso del 1986 citò la pellicola di Zemeckis: "Never has there been a more exciting time to be alive, a time of rousing wonder and heroic achievement. As they said in the film Back to the Future, Where we're going, we don't need roads". In un making of del film, sull'edizione in DVD, si raccontava come durante una proiezione privata, arrivati a quella scena Reagan abbia chiesto di riavvolgere la pellicola per rivederla.

 

6 - Prima di approdare alla Universal, l'idea di Gale e Zemeckis venne rifiutata da numerose compagnie. Ma per ragioni diverse. Disney considerò troppo oscena per i suoi standard l'idea di un tizio che viene corteggiato dalla madre. Molte altre compagnie, invece, considerarono il film troppo POCO osceno. Erano gli anni de La Rivincita dei Nerds, Scuola di Polizia e Fuori di Testa: una commedia senza tette non andava da nessuna parte.

 

5 - Durante le riprese del film sono state usate tre diverse DeLorean: una per le scene di guida (una DeLorean DMC-12 del 1982 taroccata con un motore Porsche per renderla più scattante), una con gli interni modificati per le riprese in cui gli attori scendevano o salivano dal veicolo, e una tutta smontata per le riprese all'interno dell'abitacolo. Nell'edizione speciale in DVD della trilogia uscita nel 2002 si parlava di un motore 4 cilindri, ma le DeLorean avevano tutte un motore V6 da 130 cavalli. Quella usata su strada era un veicolo regolarmente registrato all'equivalente americano del PRA, con targa 3CZV657 e vanity plate (la targa personalizzata ottenibile pagando un extra alla motorizzazione) "OUTATIME". La DeLorean venne scelta perché aveva un look sufficientemente fantascienzo, specie per quelle porte ad ali di gabbiano. Quella cosa che Marty ci frega ripetutamente la capoccia contro non era prevista dal copione: uno degli sportelli era difettoso.

Subtrivia: John DeLorean fu ovviamente felicissimo di vedere la sua auto co-protagonista del film e scrisse una lettera di ringraziamento a Gale e Zemeckis. Di quest'uomo, del suo incredibile sogno e degli incredibili casini in cui si è cacciato, si diceva in questo post qui.

 

4 - La scena in cui Lorraine va con Marty a casa di Doc e il dottor Brown la saluta timidamente? È l'unica volta in cui Cristopher Lloyd e Lea Thompson hanno interagito davanti a una telecamera cinepresa, pur essendo apparsi insieme in cinque film e un film per la TV: i tre Ritorno al Futuro, Dennis la Minaccia (1993), il corto Haunded Lighthouse (2003) e The Right to Remain Silent (1996).

 

3 - Quando Marty si finge un alieno per spaventare il padre nel sonno ("Silenzio terrestre! Il mio nome è Darth Vader. Sono un extra-terrestre e vengo dal pianeta Vulcano!"), lo sveglia con una cassetta con su scritto "Van Halen". Si tratta di un brano senza titolo scritto da Edward Van Halen per il film The Wild Life, in cui appariva anche Lea Thompson.

Nella scena in cui c'è l'audizione per i gruppi a scuola, Marty e la sua band (i Pinheads) vengono interrotti dal giudice, che dice loro: "Mi dispiace, ragazzi, ma siete troppo rumorosi!". Il brano era una versione metal della theme song "The Power of Love" e il giudice è Huey Lewis, autore per la colonna sonora del film di quel pezzo e di "Back in Time".

 

2 - Ritorno al Futuro è stato il film di debutto per Billy Zane: è Match, uno degli sgherri di Biff. Un anno prima di Critters gli extraroditori e dodici prima di fare lo stronzo su quella nave che poi è affondata. The Phantom non è mai esistito LALALALA non sento LALALALA.

 

1 - Il capoccia della Universal, Sid Sheinberg, impose a Zemeckis una quantità di modifiche spaventosa. Chiese ad esempio al regista di cambiare il titolo in Spaceman from Pluto e di rimpiazzare con "I am a spaceman from Pluto", la gag dell'alieno con la tuta antiradiazioni di cui dicevamo sopra. Sheinberg era convinto che nessuno sarebbe mai andato a vedere nel 1985 un film con la parola "futuro" nel titolo, ma non aveva fatto i conti con Spielberg. Scaltro come una faina, il produttore rispose alla richiesta di Sheinberg ringraziandolo per la deliziosa battuta. Tutti ci si fecero sopra una bella risata, Sheinberg non ebbe il coraggio di dire che la sua era una richiesta seria e ingoiò il rospo. Non andò così per le ALTRE sue richieste: il professor Brown divenne Doc Brown, la madre di Marty (nei primi script indicata come Meg e poi Eileen) divenne Lorraine come la moglie di Sheinberg, ed Einstein un cane. Nelle intenzioni di Zemeckis e Gale, Einstein doveva essere uno scimpanzé: Sheinberg disse che nessun film con una scimmia aveva mai fatto del grano e pretese il cane.




20 COSE CHE FORSE NON SAPEVATE SU RITORNO AL FUTURO

Copyright 2017 by RadioSIV di Singola Gratis Viaggi di Run@Way SRL - Tutti i diritti riservati - Vietata la copia e la riproduzione anche parziale