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Vita da 80 e 90

Anni '90, i ricordi più belli

Redazione di RadioSIV
inserita 11 mesi fa
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Erano gli anni del walkman riavvolto con la Bic e del floppy disk, del bungee jumping e dei ciucci colorati, di Roberto Baggio e Susanna Messaggio, degli zaini Invicta e delle situation comedy generazionali, da Beverly Hills in giù; gli anni degli Stati Uniti di Clinton e del Sud Africa di Nelson Mandela, degli autoscontri e dell’omino a cubetti targato Italia ’90, quelli del Furby e del Tamagotchi, delle rotelle allineate sui pattini e arrovellate nei pacchetti di liquirizie. Anni in cui Maria Montessori scalzò per sempre Giuseppe Verdi sulle banconote da mille lire (già, le Lire), la mucca Fruttolo rimpiazzò l’ippopotamo della Lines e alle domande circa l’omicidio di Laura Palmer si sommarono quelle sulla fine di Carmen Sandiego, mentre la comparsa dei compact disc segnava la «fine primo tempo» degli album in vinile.

 Anni in cui si pronosticava sulla schedina del Totip, si conoscevano tutti i nomi delle Top, si calzavano con fierezza i Dr. Martens e noncuranti le scarpe con le luci; si ballava la dance di Corona e dei Datura mentre si ascoltavano Oasis e Take That, Spice Girls e Backstreet Boys; si giocava col Crystal Ball e le carte Uno, la manina appiccicosa delle patatine e il barattolo che, rovesciato, muggiva lungamente.

 

Anni bui e belligeranti ,la Guerra del Golfo, la Strage di Capaci, lo scandalo Mani Pulite , inaspriti dalle morti di molti miti, da De Andrè a Lucio Battisti, da Sinatra a Kurt Cobain, così come Freddie Mercury e Lady D.

 Gli anni di Max Pezzali che cantava Gli anni e quelli del Karaoke di Fiorello. «Oddio, dove?, chi?, Cirooo?» s’aizzava nel gennaio del ’90 Sandra Milo e, nel luglio dello stesso anno, Sam e Molly, alias Patrick Swayze e Demi Moore, lavoravano la creta a quattro mani in Ghost, mentre Forrest Gump cominciava la sua corsa, Titanic il suo naufragio, il cast di Full Monty il suo show a petto nudo e il picchetto di Trainspotting a sbricconeggiare per Edimburgo.

 Chi è stato dodici-diciottenne in quegli anni, ha vissuto un’adolescenza diversa. Né migliore né peggiore degli altri, troppo svelte, altrimenti, le operazioni nostalgiche, ma differente nei modi e nei mezzi.

 

Senza scomodare il trattato di Maastricht, i ragazzi dei ’90, figli dell’Europa, hanno accarezzato per primi l’opportunità di studiare all’estero, con tutta l’esuberanza (e la titubanza) sui nuovi progetti Erasmus. Tardivi digitali, hanno surfato sul web prima per piacere e poi per dovere, passando dai cataloghi delle biblioteche al click sul Search dei motori di ricerca, dai vecchi libri-game ai giochi on line, dagli approcci immediati in discoteca alla mediazione incontrollata sulle chat.

 

Hanno tenuto diari segreti, buffamente sigillati dai lucchetti non ancora scardinati da Facebook, maneggiato il Game Boy molto prima dei tablet e compilato test assurdi su riviste col nome di avverbi. Estranei al concetto di «aperitivi», hanno pasteggiato a Tegolini e polpette della nonna, posseduto Nokia antidiluviani e Motorola acquistati al chilo, giocato alla bottiglia e a 1,2,3 stella con la stessa scioltezza con cui oggi, su Twitter, si cinguetta. Figli meno controllabili, poco contenibili, sono stati i primi a spalancare – sul mondo, virtualmente – le finestre che i genitori hanno chiuso loro in casa.

Anni '90, i ricordi più belli

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