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Vita da 80 e 90

Anni 90, nostalgia ad alta fedeltà

Redazione di RadioSIV
inserita un anno fa
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Lo scarto tra gli anni90  e oggi  ha srotolato un nastro infinito di emozioni e ricordi legati a film (Pulp fiction) e telefilm (Willy il principe di Bel Air con Will Smith) canzoni (i Nirvana di Kurt Cobain), vestiti (Dr Martens) e infiniti piccoli segnali: i nomi e gli acronimi che cambiano (Tim non esisteva, Telecom era Sip), la perdita di potere di acquisto (con mille lire, bibita e patatine). Questa nostalgia proprio per la mancanza di materiale fotografico, audio e video degli anni 90 condiviso all’epoca, in tempo reale rende, oggi che tutto è partecipabile, più struggente la sua mancanza. O, forse, visto l’ondata emotiva attorno a I ragazzi degli anni 90, si trattava di impaziente latenza. Ecco la Top Five della tecno-nostalgia analogica.

Telefonare (spiccioli e gettoni)

 Si chiamava a casa, da fisso a fisso, il tipo o la tipa che ti aveva dato il numero (o lo avevi trovato sulle Pagine Gialle, pagine di carta, gialle). A volte si telefonava dalle cabine che deglutivano gettoni e monete mentre ci si affannava a dire “stanno finendo, prima che cada la linea volevo dirti che…”. Oggi, da cellulare a cellulare basta un “Ciao, dove sei?”. O addirittura, in un messaggino.

 

Citofonare (non chiedere di Gigi)

Se poi tutto andava bene si passava a prendere il tipo o la tipa sotto casa. Così come gli amici. Cioè? Si premeva più o meno forte, a seconda del carattere, il pulsante vicino ai nomi. In un periodo di transito tra analogico e digitale, si facevano gli squillini. Per i puristi dell’analogico, c’era la chiamata a voce: “Aleeee, scendi!”.

 

 Siti reali (senza wi fi)

Giardini pubblici, bar e fermate dei mezzi pubblici erano i social network di oggi. Ma senza connessione.

 

Macchine fotografiche (il rullino da 36)

Nello zaino-marsupio-valigia per la gita o vacanza si mettevano rullini da 24 o 36 foto. Immagini che esistevano tra lo scatto e lo sviluppo, che avveniva giorni dopo dal fotografo che le portava alla luce. E qui: delusione per gli occhi rossi, le macchie bianche, gioia per il portafoto pieno di ricordi.

 

 Registrare video

Non ci si perdeva una puntata del cartone o del telefilm preferito. Se ne parlava, poi, a scuola: sulle scalinate, in cortile, a ricreazione. Era il commenta e condividi di oggi, ma dal vivo, tra pochi. Perché non ci si perdeva una puntata? Per recuperarla dovevi aspettare anni prima che la serie ripartisse su un’altra rete. Altro che streaming o download. I più forniti avevano un videoregistrare vhs da programmare.

 

Anni 90, nostalgia ad alta fedeltà

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