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Vita da 80 e 90

I 5 MIGLIORI TITOLI ARCADE DEGLI ANNI 90

Redazione di RadioSIV
inserita un anno fa
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Gli anni novanta hanno rappresentato probabilmente la massima espressione e anche il decadimento dei cabinati a gettoni, detti anche arcade. Si è passati  dal cabinato dal bar alla sala giochi, ma abbiamo anche assistito alla nascita di movimenti, scuole di pensiero e giornate intere consumate lontani dalla luce, esclusa quella emanata dai monitor. Senza ombra di dubbio abbiamo assistito al trionfo di SEGA, dei racing, dei picchiaduro e in generale di grandi capolavori che hanno fatto epoca e influenzano ancora il presente. Ecco le nostre 5 scelte tra i migliori giochi di quel magico decennio.

 

ALIENS (1990)

Uno dei grandi protagonisti delle sale giochi nei primi anni '90 e in generale uno dei migliori tie-in della storia dei cabinati, Aliens fu il frutto di una Konami in stato di grazia, reduce da successi come Teenage Mutant Ninja Turtles ed estremamente ispirata con le licenze. In questo caso si parlava della trasposizione dell'omonimo film di James Cameron del 1986. Gli agganci con la pellicola, palesati anche da fotogrammi tratti direttamente dal film nell'introduzione, aggiungevano fascino al tutto, ma in realtà il titolo della casa giapponese si basava solo in parte sulla storia. L'idea era quella di uno sparatutto a scorrimento laterale con grande enfasi sul ricco armamentario, anche questo in parte recuperato dal film: mitragliatori esagerati, fucili al plasma e lanciafiamme offrivano un potere offensivo elevato, un elemento che permetteva a Konami di aumentare i nemici a schermo, allestendo così situazioni veramente spettacolari.

 
SUNSET RIDERS (1991)

Se non giocavate ad Aliens forse eravate impegnati con Sunset Riders, la massima espressione del western in sala giochi ed ennesima prova del livello di forma in cui si trovava Konami in quegli anni. Un'introduzione epocale che è passata alla storia, realizzata come un cartone animato, lasciava spazio a una formula molto variegata, legata dal filo conduttore dello sparatutto a scorrimento. In questo caso però l'azione non contemplava solo l'asse orizzontale, essendo i protagonisti in grado di sparare anche in diagonale, ma la varietà dei livelli era soverchiante: da frenetiche sparatorie a cavallo a pericolose arrampicate su treni merci in corsa, c'era veramente di tutto. La ciliegina sulla torta era rappresentata dalla presenza di quattro personaggi diversi, tutti dotati di armi peculiari; era anche possibile giocare in quattro contemporaneamente, un classico dei cabinati Konami di quell'epoca, aumentando quindi il divertimento.

 

MORTAL KOMBAT II (1993)

Se oggi giochiamo a Mortal Kombat X probabilmente lo dobbiamo anche al successo del secondo capitolo di questa famosa saga, uscito nel lontano 1993, che ha definito l'identità della serie. A un solo anno di distanza dal primo Mortal Kombat, Midway Games sfornò un sequel sensazionale, un picchiaduro a incontri che migliorava praticamente tutto del predecessore e portava a nuovi livelli la tecnica del motion capture utilizzata per realizzare i personaggi. Tutta la produzione era avvolta da un alone malsano, quasi horror, e una violenza semplicemente inusitata che si esprimeva nelle truculente Fatality, poi diventate uno standard del franchise. Mortal Kombat II diventò anche celebre per gli scenari che offrivano foreste stregate, ponti sospesi e chi più ne ha ne metta. La storia inoltre si faceva sempre più intricata, dipingendo personaggi mossi da motivazioni personali, coinvolgendo quindi anche le bizzarre e mostruose creature dell'Outworld.

 

DAYTONA USA (1993)


Daytona USA fu semplicemente la rivoluzione tecnica dei titoli di corse in sala giochi, e non solo. Avvalendosi della scheda Sega Model 2, AMD 2 consegnò un cabinato alla storia a partire dall'incredibile tema musicale introduttivo, realizzato campionando voci e strumenti reali. In pochi ignorano la mitica canzone "Sky High", emblema del cielo azzurro SEGA, che accompagnava il terzo e più intricato circuito, probabilmente uno dei più belli di sempre nella storia dei racing in tre dimensioni. Daytona USA era puro spettacolo visivo e un grande mattatore in qualsiasi sala giochi, anche grazie alla fluidità saldamente ancorata a sessanta fotogrammi al secondo e i monitor in alta risoluzione utilizzati nei cabinati.

NBA JAM (1993)

La serie di NBA Jam è quasi arrivata fino ai giorni nostri, ma niente è mai riuscito a replicare il capostipite uscito nel 1993, che rappresentò un vero colpo di genio da parte di Midway. L'idea di ridurre la pallacanestro a un match due contro due, ispirandosi allo street basket e cancellando ogni traccia di regola per favorire la spettacolarità più estrema, trovò il consenso di tutta la tribù da sala giochi. I giocatori erano in grado di scatenarsi in acrobazie e schiacciate estranee alle leggi di gravità. Stupenda poi la realizzazione grafica, un piccolo gioiello in bitmap caratterizzato da atleti giganteschi e splendidamente animati.

 

I 5 MIGLIORI TITOLI ARCADE DEGLI ANNI 90

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